Nelle parole del maestro Andrea Stoppa il resoconto del positivo 2° Campionato Italiano dell’International Budo Kai, tenutosi a Villanova di Pordenone con l’organizzazione del Centro Studi Arti Marziali, affiliato Asi Pordenone.
Dopo quattro anni dall’inizio dell’attività del nostro gruppo, i primi risultati positivi cominciano a farsi vedere.
Riguardo al torneo disputatosi domenica 9 maggio a Pordenone, presso il Palazen del quartiere Villanova, si può dire che il primo obiettivo centrato è stato il numero dei partecipanti, ben 40, provenienti da 7 dojo: Concamarise (Vr), Curti (Ce), San Giorgio Jonico (Ta), Casarano (Le), Pinerolo (To), Trieste e Pordenone, un grosso passo in avanti rispetto all’edizione dello scorso anno. Il secondo obiettivo è stato il livello tecnico dei combattenti, in alcuni casi veramente alto. L’ultimo riguarda l’organizzazione della gara: protezioni offerte a tutti i combattenti gratuitamente (caschetti, guanti a dita libere, paradenti, corpetti per i bambini), arbitri preparati dopo un lungo percorso di formazione, e adeguata sede della competizione.
Veniamo alle categorie:
Bambini (8-13 anni), Ragazzi (14-17) e Ragazze (14-16)
I bambini, i ragazzi e le ragazze, si sono affrontati indossando caschetto, corpetto, paratibia, guanti a dita libere e paradenti (e, per i ragazzi, conchiglia inguinale) sulla distanza di un minuto e mezzo di gara, più un eventuale prolungamento di un minuto. Per loro era possibile colpire il petto e il fianco con i pugni, colpire il lato della testa, il corpo frontalmente e lateralmente, e le gambe con i calci, afferrare e colpire di ginocchio allo stomaco, proiettare e lottare al suolo con strangolamenti e leve articolari. Dopo una tecnica vittoriosa al suolo, che avesse portato alla resa uno dei due contendenti, i combattenti riprendevano a lottare in piedi, perché avrebbe vinto chi avesse totalizzato più punti a fine incontro. Nella categoria bambini spicca Dionigi Martino de Carles che, seppure in vantaggio sugli avversari, grazie alla sua corporatura, ha mostrato una buona padronanza delle distanze di combattimento.
Il piccolo “Senpai” Stefano Fabbro, del dojo di Pordenone, ha mostrato gran grinta e carattere, pur subendo un attacco falloso, e con qualche lacrima, è stato in grado di ribaltare l’esito dell’incontro per il terzo posto a suo favore.
Buone prove i Mohammed ed Elmahdi Essahlia, rispettivamente secondi e terzo.
Menzione speciale per Noemi Greatti, al più piccola per età e peso in questa categoria, alla sua prima gara ha combattuto fino alla fine mostrando grande spirito. Un premio particolare a Pasquale Napoletano, che ha rinunciato a combattere per il terzo posto, essendo più esperto e più grande d’età del suo avversario, lasciandogli la possibilità di poter disputare un incontro in più. Oltre al premio “Fair Play”, a Pasquale va l’insolito ma meritatissimo terzo posto a pari merito con Stefano e Elmahdi. Nella categoria ragazzi vince con autorevolezza Gioacchino Cestari.
Gioacchino è in continua crescita tecnica, a poco sono serviti gli sforzi di Mattia Sergi, secondo, e Cristiano Siviero, terzo, che in tutti i modi hanno provato a contrastare questo forte ragazzo del tema di Benedetto Zarillo.
Nella categoria ragazze vince Isamar Blaj, con un netto vantaggio sulle compagne Elena Arbusti, seconda, e Silvia del Piero, terza, grazie ad una tecnica al suolo che le ha permesso di portare a compimento ben 5 leve al gomito nei suoi due incontri!
Categoria Master (+ 35 anni)
Luca Cozza porta a casa il titolo italiano dopo un incontro durissimo contro il più giovane Benedetto Zarillo.
Luca, insegnante nel dojo di Pinerolo, ha meritato ampiamente gli applausi del pubblico, mostrando di avere ampio spirito combattivo. Terzo Giacomo Crasti, da Trieste che, alla sua prima gara e dopo una vita itinerante per apprendere il karate Kyokushinkai e Kyokushin Budokai, può uscire a testa alta da questa competizione.
Categoria Senior (18-35 anni)
La categoria Senior ha utilizzato il regolamento messo a punto da Shihan Andrea Stoppa, grazie all’esperienza maturata in 20 anni di competizione nel Judo, nel kyokushinkai e nel Daido Juku.
I combattenti indossavano baschetto con visiera completa in policarbonato trasparente, paradenti, conchiglia e guanti a dita libere. Tecniche ammesse: colpi di pugno, gomito e palmo della mano al viso e al tronco, questi ultimi validi anche nella lotta al suolo, calci e ginocchiate. Valide pure le proiezioni e, una volta al suolo, strangolamenti e leve articolari al gomito, alla caviglia e al ginocchio.
Categoria -70 kg.
Davide Zarillo dimostra di aver meritato la promozione di cintura del mese di marzo, e fa il suo titolo italiano battendo in finale Cosimo Calabrò che, alla sua prima gara, ha peccato più d’inesperienza che di mancanza di tecnica o coraggio.
Terzi a pari merito Manuel de Rosa e Salvatore Asaro.
Categoria – 80 kg.
E’ la categoria rivelazione per Paolo Enrico Murari, del Seishin Dojo di Concamarise.
Terzo dan di karate Shotokan e primo di judo, e assiduo frequentatore dei corsi di Shihan Andrea Stoppa, Paolo ha mostrato una tecnica incredibile in piedi e al suolo, sbaragliando i suoi primi due avversari con gran facilità.
Ad attenderlo in finale Erald Pjetri, cintura arancione di Kyokushin Budokai e bianca di BJJ, allievo di Shihan Andrea, anch’egli vittorioso dopo due incontri. Dopo un iniziale vantaggio di Paolo, è Erald a vincere la finale, grazie ad un rovesciamento che lo porta in posizione vantaggiosa, permettendogli di concludere l’incontro con un superbo strangolamento. Terzi a pari merito Luigi Bonopane e Yuri Restina Generoso.
Categoria + 80 kg.
Sono sei i pesi massimi accreditati per la gara. Michele del Fiol, del dojo di Pordenone, arriva alla finale dopo una vittoria per leva al gomito su Pierpaolo Imperio e una ai punti sul compagno di squadra Irby Barnett. Il combattimento tra Michele e Irby , a detta di tutto il pubblico, è stato lo scontro più duro di tutto il torneo.
Dall’altro girone emerge vincitore Michael Beck de Lotto su Gaetano Grassi e su Olyion Karaboja.
Nella finale tra i due compagni di squadra, vince Michele del Fiol grazie ad un k.o. tecnico a seguito di una serie di pugni al capo. Meritatamente terzi Pierpaolo Imperio e Oltion Karaboja.
Poco prima delle finali Shihan Andrea Stoppa ha eseguito il kata Saiha, o Saifa, concludendo la sua esibizione con una serie di spettacolari e applauditissimi tameshiwari.

